sabato 22 ottobre 2011

CENA BUD Rutto Sciamano


A fine cena, quel gran genio del mio amico mi dice: “Dai scrivi un altro blog!” E io ci casco come lo storpio del saloon.
Ma partiamo dal principio.
Tutto ebbe inizio una domenica ventosa di metà ottobre passata tra il cambio dell'armadio e una sagra delle castagne. Una di quelle domeniche un po melense, che non fa ne caldo ne freddo, che le partite di serie A ti sembrano di un campionato di 3° categoria dove 23 spettatori s'incazzano con il mister se non fa giocare il nipotino e l'unica cosa che da spettacolo è il riporto dell'arbitro che combatte con la forza di gravità.
All'apice di questa malinconoia c'è l'uscio di casa Migliore dove, arrivati per cena, avevo quasi dimenticato l'invito che Emanuele mi aveva fatto dicendomi: “Ci sei domani? Faccio la cena de fagioli western, all'uccelletto, insomma Bud Spencer e Terence Hill!
Infatti sulla porta di casa vedo la testa del Bud in scala 1:1 che dice: “CENA BUD – RUTTO LIBERO!!!”
A quel punto tutte le mie foschie ottobrine svaniscono e capisco che Ema faceva sul serio.
Entro in casa e oltre lo stuolo di bimbe e costruzioni, oltre Maurizio e il suo profumo di Jan Paul Gaultier (che poco dopo andrà a una rimpatriata di classe), c'è lui, raggiante come un dente d'oro in mezzo a gli altri neri di carie, vestito con un poncho e un cappello che Clint Eastwood gli fa un baffo, remiscola in una padella di latta (forse un po rugginosa) cipolle e una quantità d'aglio che allontanerà i vampiri dalla Galigana per i prossimi 120 anni. Aggiunge salsicce, pepe, fagioli,pepe, vino bianco, pepe, birra, pepe, vino rosso e un po di pepe.
L'aria è euforica, Maurizio sta per andare al Cavallino, ma prima da una dritta alla ricetta di Ema e poi assaggia (una porzione che era una cena) il fagiolo Bud. Maurizio mentre mangia l'uccelletto promette una notte folle alla Samantha. Il Bud comincia a fare il suo effetto!
Ema mi spiega con incredibile perfezione come si usa una sputacchiera e come un fucile sia molto più efficace di una pistola per uccidere un bandolero.
Mentre le colonne sonore di Morricone ci avvolgono, Maurizio prima di salutare ci delizia con una delle sue infinite liste di film sul genere fagioli-western rammentando 2- 300 titoli.
Anche la Sonia inebriata da Terence Hill e compagnia briscola decide di abbandonare la zuppa al farro della Silvia per tuffarsi in mezzo al fagiolo del west.
E proprio quando stava per entrare un cavallo per magiare i fagioli dal mio piatto, succede qualcosa, la rottura dell'incantesimo.
Io esco fuori con una battuta infelicissima: Fagioli Bud - Zuppa al farro : 10-0.
La Silvia non fiata per mezz'ora. Il profumo di Maurizio se ne va e viene rimpiazzato dall'odore acre dell'aglio scaccia vampiri. Mi provo ad alzare, ma le gambe mi si piegano come a un trampoliere. Cammino come Frankestein. Manu mi guarda e dice: “Qui ci vuole un caffè e un ammazza caffè”. Mentre gli rispondo che voglio solo il caffè, mi sembra di udire la voce di Maurizio da Valenzatico e penso, poveretto, stasera l'unica cosa che gli si può rizzare sono le lenzuola per le esalazioni fagiolifere.
Ema mi mette lo zucchero nel caffè ma non ce la fa neanche a girarlo. Il fagiolo Bud fa il suo effetto.
Torno a casa e prendo una pastiglia di Re Sole per digerire.
Ma il trambusto nello stomaco è tanto, allora mentre preparo un tè, lo sguardo mi si posa su un barattolo di vetro contenete foglie secche. Le raccolsi sotto consiglio di un capo sciamano di una tribù indios brasiliana. Mi disse che curavano il mal di schiena e altre cose che non specificò.
Mi decido ad usarle come infuso, ma la Sonia mi avverte: “Se poi ti senti male qua non c'è lo stregone con la contro pozione!”
Allora rinuncio, rinuncio al calcio, al calcetto, calcettotrvce!
Rinuncia anche il mio cavallo in cerca di un piatto di fagioli. Rinuncio al buono il brutto e il cattivo, rimane solo lo stronzo che il gran bruciore di stomaco sembra presagire.

Andrea

La ricetta, dosi per 3 persone (by E.M.)

3 scatolette di fagioli cannellini precotti
6 salsicce
1 cipolla
3 agli
0.5 litri pomodoro passato
1 tazzina vino bianco
1 tazzina birra
1 tazzina vino rosso
pepe, sale, peperoncino, salvia, olio d'oliva

Tagliare la cipolla, preparare 3 spicchi d'aglio e far rosolare in ampia padella in 3 giri d'olio d'oliva. Aggiungere il vin bianco e far svaporare. Aggiungere le salsicce (non bucate e integre) e farle rosolare un pochetto, aggiungere la birra e far svaporare. Aggiungere il pomodoro passato e il vino rosso. Aggiungere salvia, poi pepe e peperoncino in quantità industriale, salare, rimiscolare ogni tanto e lasciar cuocere per 20 minuti. Impiattare in piato di terrina, cucchiaio di legno, vino, birra e rutto libero. (E.M)

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