
Beh,
iniziamo subito col chiarire che io non voglio che il CalcettoTruce finisca!
Allo stesso tempo non voglio nemmeno stare a rianimare il cadavere di un
qualcosa che è morto; e la domanda a questo punto potrebbe essere “ma siamo
proprio sicuri che il CalcettoTruce sia morto?”.
Sono sincero, ci sono stati alcuni periodi negli
ultimi 2 anni, e quest’anno ancora di più, in cui ho avuto la netta sensazione
che il giocattolo si fosse rotto. Praticamente ogni lunedì siamo stati con il
dubbio se giocare o meno per l’assenza ogni volta di 2, 3, 4 e avvolte 5
elementi della vecchia guardia, e con vecchia guardia mi riferisco ovviamente a
quelle persone con cui realmente voglio ritrovarmi per giocare, con cui è bello
vincere o perdere, fare due chiacchiere sul lavoro, le famiglie, i figli che
crescono, o ancora sul campionato, la Champions o altre bischerate. Per quanto
mi riguarda il calcetto non è altro che un pretesto per passare un’ora alla
settimana con gli amici che ho da sempre. Alcuni gruppi si ritrovano per andare
in discoteca, altri al bar o a bere una birra. Per noi c’è sempre stato il
calcetto, sia che fosse in palestrina oppure a casa mia. Detto questo, a me di
ritrovarmi a giocare ogni volta insieme ad un gruppo di ragazzi, assolutamente
bravissimi, per carità, ma con cui non ho nient’altro che mi leghi, beh,
sinceramente non mi interessa.
Troppo spesso mi sono ritrovato al telefono con Manu a
fare la conta su tutti quelli che mancavano e sui tanti giovani da chiamare per
mettere in piedi uno straccio di partita.
Per me quell’ora e mezzo alla settimana è sicuramente
uno di quei momenti che non vorrei mai saltare, evidenziati in rosso sulla mia
rubrica settimanale, da tutelare e proteggere e fare in modo da non sovrapporci
mai altri impegni, ma se ci siamo ritrovati spesso e volentieri a dover
convocare 5 giovani significa che per molti non è così, e questo faccio
sinceramente fatica a capirlo.
Vorrei non essere frainteso, dico queste parole con il
massimo rispetto possibile per gli impegni di ognuno, ma evidentemente se si
creano tali presupposti significa che ha poco senso andare avanti.
Voi non potete immaginare che felicità sarebbe per me
arrivare una sera in palestra e vedere il Pacio che si riscalda facendo
stretching insieme ad Anto, Ema che corricchia insieme a Lorenzone e Cecco.
Alessandro che nel frattempo palleggia con il Bazza, Stefanino a far da
rimpiazzo all’assente di turno…che meraviglia! Io gioco soltanto per vedere
voi, della partita in se non me ne può fregar di meno, questa è la verità.
Scusatemi se sono stato troppo pesante, ma penso sia
giusto che ognuno sia il più possibile sincero se si vuole dare un seguito a
questa nostra meravigliosa abitudine.
Termino con un pensiero: Ogni volta che il mio babbo
si ritrova a parlare con qualche vecchio amico dei tornei che facevano ai loro
tempi finisce sempre per avere gli occhi lucidi. Ma non si emoziona nel
ripensare ai risultati o a chi giocava terzino o centrocampista, si emoziona
perché era giovane e i suoi amici presenti. Noi forse abbiamo ancora la
possibilità per far sì che quello sia il nostro presente e forse il nostro
futuro, ma solo se a volerlo siamo tutti. Se siamo tutti io continuo.
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