martedì 22 maggio 2012

il calcettotrVce di Federico

Federico un pò in risposta al mio ultimo post che lo aveva tirato in ballo, un pò perchè ormai da qualche tempo bene o male ne stiamo parlando, ha decido di scrivere come la pensa lui. Se volete potete inviarmi una mail a manolyk@yahoo.com per dire la vostra. Aspetto commenti da pubblicare, da chiunque.


"Con gli occhi ancora umidi per il blog di Manu, mi accingo a dire la mia sulla presunta o probabile fine del                            CalcettoTruce…
Beh, iniziamo subito col chiarire che io non voglio che il CalcettoTruce finisca! Allo stesso tempo non voglio nemmeno stare a rianimare il cadavere di un qualcosa che è morto; e la domanda a questo punto potrebbe essere “ma siamo proprio sicuri che il CalcettoTruce sia morto?”.
Sono sincero, ci sono stati alcuni periodi negli ultimi 2 anni, e quest’anno ancora di più, in cui ho avuto la netta sensazione che il giocattolo si fosse rotto. Praticamente ogni lunedì siamo stati con il dubbio se giocare o meno per l’assenza ogni volta di 2, 3, 4 e avvolte 5 elementi della vecchia guardia, e con vecchia guardia mi riferisco ovviamente a quelle persone con cui realmente voglio ritrovarmi per giocare, con cui è bello vincere o perdere, fare due chiacchiere sul lavoro, le famiglie, i figli che crescono, o ancora sul campionato, la Champions o altre bischerate. Per quanto mi riguarda il calcetto non è altro che un pretesto per passare un’ora alla settimana con gli amici che ho da sempre. Alcuni gruppi si ritrovano per andare in discoteca, altri al bar o a bere una birra. Per noi c’è sempre stato il calcetto, sia che fosse in palestrina oppure a casa mia. Detto questo, a me di ritrovarmi a giocare ogni volta insieme ad un gruppo di ragazzi, assolutamente bravissimi, per carità, ma con cui non ho nient’altro che mi leghi, beh, sinceramente non mi interessa.
Troppo spesso mi sono ritrovato al telefono con Manu a fare la conta su tutti quelli che mancavano e sui tanti giovani da chiamare per mettere in piedi uno straccio di partita.
Per me quell’ora e mezzo alla settimana è sicuramente uno di quei momenti che non vorrei mai saltare, evidenziati in rosso sulla mia rubrica settimanale, da tutelare e proteggere e fare in modo da non sovrapporci mai altri impegni, ma se ci siamo ritrovati spesso e volentieri a dover convocare 5 giovani significa che per molti non è così, e questo faccio sinceramente fatica a capirlo.
Vorrei non essere frainteso, dico queste parole con il massimo rispetto possibile per gli impegni di ognuno, ma evidentemente se si creano tali presupposti significa che ha poco senso andare avanti.
Voi non potete immaginare che felicità sarebbe per me arrivare una sera in palestra e vedere il Pacio che si riscalda facendo stretching insieme ad Anto, Ema che corricchia insieme a Lorenzone e Cecco. Alessandro che nel frattempo palleggia con il Bazza, Stefanino a far da rimpiazzo all’assente di turno…che meraviglia! Io gioco soltanto per vedere voi, della partita in se non me ne può fregar di meno, questa è la verità.
Scusatemi se sono stato troppo pesante, ma penso sia giusto che ognuno sia il più possibile sincero se si vuole dare un seguito a questa nostra meravigliosa abitudine.
Termino con un pensiero: Ogni volta che il mio babbo si ritrova a parlare con qualche vecchio amico dei tornei che facevano ai loro tempi finisce sempre per avere gli occhi lucidi. Ma non si emoziona nel ripensare ai risultati o a chi giocava terzino o centrocampista, si emoziona perché era giovane e i suoi amici presenti. Noi forse abbiamo ancora la possibilità per far sì che quello sia il nostro presente e forse il nostro futuro, ma solo se a volerlo siamo tutti. Se siamo tutti io continuo.

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